Sabato 17 Novembre è iniziato il Missing Film Festival, ed il vostro David Carr è stato inserito nella “Giuria” designata a scegliere il miglior film proiettato in questo Festival.
Consapevole dell’importanza del mio nuovo ruolo, mi sono preparato adeguatamente. Ho tirato fuori dall’armadio un vecchio maglione nero a collo alto, ho indossato una sciarpetta di Kashmir e ho cercato di rimettere in funzione una vecchia pipa, con risultati molto deludenti. Il tutto condito da una buona dose di spocchia.
Arrivato al luogo di proiezione (banalmente chiamato dai non addetti ai lavori cinema) sono stato avvicinato dalla responsabile del Festival, che evidentemente impressionata dalla mia giovane età e dalla mia carismatica persona, mi ha consegnato una cartellina azzurra contenente alcuni importantissimi documenti, indispensabili per il mio lavoro da giurato. Naturalmente la mia carica dava il privilegio della visione di tutti i film gratis, onde evitare la noiosa fila per comprare il biglietto, situazione seccante e fastidiosa per noi lumi della cultura internazionale.
Così tra due ali di folla ho fatto il mio trionfale ingresso in sala.
…ho davanti a me una grandiosa carriera…
Alcune note tecniche:
Il Missing Film Festival è alla sua sedicesima edizione.
L’obiettivo di questa rassegna è quello di valorizzare un certo tipo di cinema, quello di fatto emarginato dalla distribuzione cinematografica. Molto spesso si tratta di film che hanno ottenuto notevoli riconoscimenti a livello internazionale e ottime recensioni, ma che comunque sono stati ignorati dalle grandi case di distribuzione.
I film in concorso sono cinque:
Il vento fa il suo giro (di Giorgio Diritti)
Le ferie di Licu (di Vittorio Moroni)
Come l’ombra (di Marina Spada)
Apnea (di Roberto Dordit)
Tre donne morali (di Marcello Garofalo)
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