mercoledì 12 dicembre 2007

Il lavoro stanca l'uomo

Da una settimana esatta sono un lavoratore.


A parte alcuni aspetti spiacevoli, come il doversi alzare all'alba e combattere con le SorelleRiunite per l'utilizzo del bagno di casa, (battaglia che perdo regolarmente e che mi attira comunque l'odio delle dilette consanguinee perchè secondo loro dovrei abituarmi a fare pipì sul balcone), la mia nuova condizione comporta anche momenti di gioia pura, come la possibilità di fare queste cose:







  • lamentarsi a causa dei ritardi del treno (perchè non è possibile, arrivo tardi in ufficio, ma si può??pago le tasse vorrei sapere dove vanno a finire i miei soldi, e poi ci sono poche carrozze, tutti puzzano, devo stare in piedi per colpa di tutti questi stranieri che vengono qua e oltre a rubarci le donne rubano anche il posto a sedere, ah non sono razzista però....)


  • arrivare a casa e svenire sul divano con sacrosanto diritto, perchè io mi faccio un culo così santo dio, si può avere un pò di tranquillità in questa casa??è chiedere troppo??!!grazie...


  • insultare Jack causa la sua condizione di studente...parassita sulle mie spalle..


  • insultare Pablo perchè bottegaio, non sente l'orgoglio di classe...si crede un piccolo imprenditore e fa il gioco del padronato...attento a te...


  • mettere in atto conversazioni inutili con altri lavoratori-pendolari incontrati sul treno...cercando di inserire più luoghi comuni possibili nelle frasi...ma dove saranno andate a finire le mezze stagioni??ah guardi non so, io non le ho prese...


  • Prendere in giro la RagazzaDiPaese perchè passa tutto il giorno a vendere biglietti a pensionati...non come il sottoscritto che cerca di salvare il mondo...

...in tutto ciò aspetto con paura l'alienazione...





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